Sono le quattro e quaranta minuti.
Alle tre e mezza sono uscita da casa di K e sono passata al conbini a comprare le ultime stupidaggini da riportare a casa e poi ho preso la strada del dormitorio per l'ultima volta addentando un dolce alle castagne che adoro ed ascoltando il suono dei miei passi.
La casa è in disordine e devo ancora chiudere i bagagli, ma ormai è praticamente vuota e fatico a riconoscerla.
Alle sei meno un quarto mi avvierò verso la fermata dell'autobus e alle sei e sei minuti partirò per Mitaka, da cui adrò a Shinjuku, da cui andrò all'aeroporto di Narita.
Per ora bevo caffè cercando di rimanere sveglia e vago per internet come se niente fosse, guardando ogni tanto verso la sveglia che sta ancora sul comodino.
Sono ancora del tutto inconsapevole e impaziente di leggere le lettere che mi hanno lasciato i ragazzi, ma so che se le leggessi adesso la tristezza sarebbe davvero troppo e così ho deciso di farlo sull'aereo.
Alle undici e mezza sarò già in aria dritta verso la Siberia, chissà se ci sarà il sole.
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