Oggi siamo stati a Tsukishima ma non so esattamente perché. Non c'è niente oltre ai ristoranti di Monja yaki, una roba che sembra vomito e che non sa di niente e a cui fra l'altro è dedicata un'intera strada, e ai pochi rimasugli artchitettonici del bel tempo che fu.
Da lì ci siamo mossi verso il lungofiume del Sumida e siamo praticamente ritornati al punto di prima costeggiando il fiume. Di fatto ci trovavamo su un isolotto occupato interamente da altissimi palazzi residenziali e prati curatissimi. Anche la riva è curatissima e piastrellata e a me ha fatto pensare a quei film americani in cui una tipa biondissima e atletica corre con gli auricolari e gli occhiali da sole. Il tempo era orribile e cadeva una pioggia fitta e fastidiosa, nel crepuscolo si distinguevano solo le luci dei grattacieli e dei ponti dai colori sgargianti, mentre nel cielo con l'avanzare del buio le nuvole prendevano uno strano colorito rosa.
Siamo tornati alla metro e ci siamo divisi tutti, noi con H a Ichigaya per prendere un caffè di addio. Non c'eravamo mai stati, pare che una volta fosse il punto di raccolta dei locali delle geisha e forse lo è ancora. Abbiamo preso qualcosa in un posto un po' goffamente chic e poi ce ne siamo tornati alla stazione. Un altro saluto, H quasi commosso, io non lo so, non sento niente, ma mi ha comunque fatto uno strano effetto.
Ah che fatica, vabè facciamo che la giornata è finita così, va.
Template by splinder.com