E' stato così bello vedere il Fuji con voi dalla Chuo line,
mentre H. urlava "la Fuji!", K. taceva, e Y. lo guardava ammirato, con un guanto solo, uno solo.
C'era una luce perfetta e soprannaturale, e neanche una nuvola, neanche una sola, su Tokyo.
Ma non bisogna mai credere ai buoni segni, non bisogna mai credere a niente.
Non sono mai stata vuota come oggi, in partenza per Kyoto.
Al momento di organizzare questo viaggio ero talmente su di giri da non riuscire a dormire, ora invece non ci vedo più nessuna attrattiva, e l'aspetto quasi con noia.
Prima delle 21 dovrò uscire di casa e percorrere un lungo percorso a piedi, che fra l'altro ignoro, per arrivare alla fermata dell'autobus a lunga percorrenza che mi porterà fino al Kansai.
E' la prima volta che viaggio da sola con l'autobus di notte, ma la prospettiva non mi preoccupa più di tanto. Fossi stata in Italia sarebbe stato diverso forse, ma qui è una cosa che tutti fanno con tranquillità.
Ho sognato per anni di vedere Kyoto ed ora mi chiedo se fosse davvero un sogno mio o piuttosto un desiderio che mi sentivo in dovere di avere. Dopotutto non sono una patita di templi, né un'esperta di buddhismo, anzi, rimando da tre anni l'esame di storia delle religioni dell'asia, e non so neanche se lo darò mai.
Del resto ora non ho desideri particolari, tranne quello di essere ricambiata da una persona che mi ignora e cambiare punto di vista sul mondo, trovando qualcosa che intacchi la mia "Scary world theory", ma non mi sembra proprio aria, neanche stavolta, aggiungerei.
Una coccinella vola nella mia stanza, ho l'impressione che mi prenda in giro. Da qualche ora però è ranicchiata in un angolo del soffitto, ho l'impressione che sia morta.
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